Ipazia di Alessandria

29 aprile 2010

Non senza qualche difficoltà, il 23 aprile è uscito anche sugli schermi italiani il film “Agora”: la storia di Ipazia, astronoma, filosofa neoplatonica e matematica alessandrina, condannata a morte nel 415 d.C. per eresia e stregoneria dal vescovo Cirillo (fatto poi santo e dottore della Chiesa). Tanto per la cronaca, va precisato che la filosofa venne scarnificata con cocci di conchiglie.
Il film è stato, non a torto, definito un atto d’accusa contro le intolleranze di tutti i tempi.
In realtà, il suo valore è anche un altro: fra le righe ci documenta la vivacità intellettuale della scienza antica in un epoca generalmente considerata di oscurantismo e di ignoranza. Ipazia probabilmente aveva intuito, assai prima di Keplero, il moto ellittico dei corpi celesti. Non possiamo esserne sicuri. Tuttavia il film ci ricorda anche molte ardite, e ampiamente misconosciute, intuizioni scientifiche degli antichi pensatori. Per esempio, Parmenide sosteneva che la terra, la luna ed il sole siano sfere, che la luna giri intorno alla terra, per quanto cerchi sempre ansiosamente i raggi del sole, da cui essa prende a prestito la luce che illumina le nostre notti. Ma anche Platone e Aristarco la vedevano più o meno così e pensavano che la terra ruoti su sé stessa e giri attorno al sole. Che la terra non fosse piatta ma sferica era un concetto assai diffuso nell’antichità. Più di 2000 anni fa, con un paletto e molta genialità Eratostene riuscì a calcolare il diametro della terra sbagliando solo di un centinaio di chilometri. Molti altri esempi di grandi scoperte della scienza antica (soprattutto nel campo della medicina) potrete trovarli, se siete interessati, nel capitolo “L’eredità delle scuole sapienziali” di questo blog.
L’oscurantismo di quei tempi non era dovuto all’assenza di idee e scoperte, ma alla censura che si abbatteva su di esse. E se delle sventure di Giordano Bruno e Galilei si parla da tempo, la storia di Ipazia molti di voi la conoscono solo ora.

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