Sherlock Holmes colpisce ancora

18 giugno 2016

holmes2Sherlock Holmes continua a dare lezioni di scienza e di medicina a distanza di oltre cento anni dal suo parto dalla mente del dottor Conan Doyle. Alla fine dello scorso anno è uscito il film “Sherlock Holmes e il mistero del caso irrisolto”, per la regia di Bill Condon e con un’ottima interpretazione   dell’attore teatrale Ian McKellen.

Il film ci parla del dramma dell’invecchiamento del corpo che, più o meno lentamente, ci abbandona con il passare degli anni, e soprattutto, di quello della mente che, di giorno in giorno, perde colpi. E questo è veramente duro da sopportare, soprattutto per un genio come Sherlock Holmes che ha fatto della sua acutezza intellettuale la sua stessa ragione di vita e di successo.

Quest’ultimo capitolo apocrifo della vita dell’investigatore non è, se non molto marginalmente, una sua classica indagine investigativa, ma un piacevole e raffinato trattato di geriatria, o meglio, di dinamica della mente dei grandi anziani, che si presta assai bene ad una riflessione di filosofia della medicina.

Il film ci ricorda che, se è vero che alcune caratteristiche della nostra mente sono perdute per sempre con la vecchiaia, vedi la memoria, altre possono rimanere intatte, come l’intuizione. E altre addirittura accrescersi, come la sensibilità e la fantasia.

E sarà grazie  questo rimaneggiamento della sua mente, che il novantatreenne Holmes vive lucidamente e drammaticamente, che riuscirà a ricordare il suo ultimo caso irrisolto. E a chiudere un cerchio.

Ma sarà soprattutto in grado di concludere in positivo un altro caso irrisolto, forse il più importante di tutti, quello suo personale che ne ha scolpito il personaggio e ne ha fatto l’archetipo che noi tutti conosciamo: la sua proverbiale anaffettività.

Dopo aver visto il film però, vi consiglio di rileggere le mie considerazioni su questo tema nel capitolo “Del cervello degli anziani e dell’eterna giovinezza”. Poi possiamo discuterne…

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3 Risposte to “Sherlock Holmes colpisce ancora”


  1. Mi vedo il film e poi …


  2. naturalmente era in preventivo la lettura, sempre che le sinapsi reggano lo sforzo


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