I sogni inquietanti di un chimico stressato

I sogni inquietanti di un chimico stressato

 Friedrich August Kekule Von Stradonitz, oggi è ritenuto il fondatore della moderna chimica organica, ma nel 1865 era ancora un chimico come tanti altri. E come tanti altri, a quell’epoca, era intento a studiare il concatenamento degli atomi di carbonio nei composti organici, cercando di capire come essi potessero disporsi nello spazio. A quell’epoca si pensava che tutte le molecole possedessero una struttura lineare, che fossero cioè come tante piccoli serpentelli che strisciavano per terra. Nessuno sospettava che esse potessero anche avere una disposizione ad anello. Tuttavia la struttura lineare delle molecole organiche non spiegava alcune loro proprietà che gli scienziati osservavano. Nel 1825 Faraday aveva fatto un straordinaria scoperta: aveva per la prima volta descritto la formula del benzene. Si trattava di una molecola semplice ma importantissima, costituita da sei atomi di carbonio e da altrettanti di idrogeno. La sua formula è C6H6. Tuttavia, a quarant’anni dalla sua scoperta, nessuno riusciva ancora a spiegarsi quale fosse la sua disposizione nello spazio, quale fosse cioè la sua formula di struttura. La si immaginava pressappoco così:

 CH

Anche Kekule si lambiccava da lungo tempo il cervello su questo enigma: che conformazione poteva mai avere il benzene, molecola alla base di centinaia di migliaia di composti organici, per poter giustificare le sue proprietà? Lo scienziato era troppo condizionato dalla diffusa convinzione che le molecole fossero tutte lineari per riuscire a concepire l’idea di una molecola circolare. Così, dopo un lungo giorno come tanti altri trascorso in laboratorio, tornò a casa con la testa che gli scoppiava. Mangiò poco quella sera e parlò ancor meno. Non vedeva l’ora di andare a dormire e dimenticare, almeno per un po’, quelle sue ultime, scoraggianti giornate di lavoro. Era proprio il momento di pensare a prendersi un po’ di vacanza! Ma quella notte fece uno strano sogno. Sognò un serpente che, mordendosi la sua coda, descriveva un cerchio. Questo era un antica immagine alchemica: l’Uroboros, simbolo dell’infinito (ancor oggi in matematica l’infinito è indicato come un otto orizzontale, un’altra immagine derivata dal serpente cosmico o Uroboros). “Che stupido sono stato! –deve aver pensato Kekule al suo risveglio – basterebbe piegare la molecola, il serpentello, per ricavarne una struttura circolare e spiegare tutte le caratteristiche del benzene!”.

 HC

Da un sogno nacque la moderna chimica organica.

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