La leggenda del GolemLa leggenda del Golem

 Rabbi Loew era un uomo di grande saggezza, ed era molto amato dalla comunità ebraica di Praga. Quelli erano, per gli ebrei praghesi, anni di terribili persecuzioni Qualcuno aveva messo in giro la voce che nel Ghetto si usasse compiere sacrifici umani in occasione delle ricorrenze religiose. Quel che è peggio è che, secondo queste voci, venivano sacrificati bambini cristiani. La vita era diventata impossibile. Nemmeno i bambini ebrei potevano più camminare liberamente per Praga: venivano insultati e minacciati: “Uccidiamoli tutti, prima che i loro genitori uccidano i nostri figli!” gridava qualcuno. Bisognava fare qualcosa. Rabbi Loew poteva fare qualcosa, perché conosceva l’Antica Sapienza. Così un giorno, dopo aver molto meditato e sofferto, si decise. Chiamò i suoi due migliori discepoli, Rabbi Yitzachak e Rabbi Jacob e spiegò loro ciò che avrebbero fatto: “Noi costruiremo l’Essere, il Golem, ed egli ci aiuterà a riportare l’armonia nella nostra Comunità” “Perché hai chiamato anche noi, Maestro, visto che solo tu hai la Conoscenza per fare ciò?” “Perché per fare questo dovremo essere tre Maestri. Io sarò l’aria, Yitzachak il fuoco e Jacob l’acqua”. “E il Golem di cosa sarà fatto?” “Ma di terra, naturalmente, come Adamo”.

Così, il 20 Adar del 1530, a mezzanotte, i tre si incontrarono nella Mikwa, il bagno rituale. Si immersero nell’acqua, pregarono a lungo. Poi scesero sulle rive della Moldava e, con l’argilla del fiume, impastarono un grande corpo umano, che giaceva supino, come un cadavere. Poi i tre Maestri compirono i Giri Sacri attorno al colosso, da occidente a oriente, da nord a sud e lo purificarono con l’acqua, l’aria e il fuoco, secondo quanto prescrivevano le Sacre Formule. E l’aria, l’acqua e il fuoco cominciarono a fluire nell’argilla. Infine Rabbi Loew scrisse sulla fronte del Golem una Parola. Perché Iddio ha creato con la Parola. Perché la Parola crea. Perché Iddio ha dato il potere di creare con la Parola a chi possiede la Saggezza. Questa Parola era Emet, verità. Così il Golem ebbe vita.

Il Golem non poteva parlare, non ne aveva la facoltà, perché non sapeva discernere il Bene dal Male. Ma questo lo metteva al sicuro dalla malattia e dalla morte. Egli era una fantastica guardia per tutta la Comunità. La notte girava per i vicoli ed aveva sotto controllo tutti gli ingressi. Aveva sventato molti attacchi e scoperto molte terribili macchinazioni: come quella volta in cui Hawilicek, un macellaio senza scrupoli aveva disseppellito la salma di un bambino cattolico, l’aveva nascosta nel fegato di un maiale e stava cercando di introdurla nella casa di un ricco ebreo, suo creditore, per discreditare lui e tutta la comunità, con le conseguenza terribili che possiamo ben immaginare. Ma il Golem è di guardia e lo mette in fuga.

Tutti vogliono bene al Golem, ma non bisogna chiedergli nulla che richieda garbo e delicatezza, come fare la spesa o sbrigare faccende domestiche: è estremamente goffo e combina molti guai. I bambini ridono e le donne si arrabbiano con lui. Ma lui non se la prende. Prima che arrivi Shabbat, il Rabbino cancella dalla sua fronte la prima lettera di Emet, Alef, così che restino solo due lettere, Men e Tau: morte. Il Golem così si riposerà. Il giorno dopo Loew riscriverà la lettera. Così, per dieci anni, nel Ghetto regnò la pace.

Ma un triste venerdì, Rabbi Loew dimenticò di cancellare la lettera dalla fronte e il Golem, costretto a lavorare lo Shabbat, si ribellò con violenza e iniziò a distruggere tutto quello che trovava davanti. Ben presto avrebbe raso al suolo il Ghetto intero! Rabbi Loew era nella Sinagoga e fu avvertito di quello che stava accadendo. Non gli fu facile, ma alla fine riuscì a cancellare la lettera Alef e il Golem si addormentò. Tutti volevano perdonare la svista del Rabbino e le intemperanza del Golem, e tornare a disporre di quell’eccezionale guardiano, ma Loew non era di questo parere, convocò i suoi due allievi e fece tornare il Golem un mucchio di argilla.

Nel Ghetto di Praga si pensava che il Rabbino avesse sbagliato qualcosa nel momento in cui aveva concepito il Golem. Naturalmente le cose non stanno così: Loew è troppo saggio per sbagliare. E quel venerdì egli non aveva sbagliato. Egli sapeva che la ribellione dell’uomo è il limite della potenza di Dio e la ribellione è stato il limite della sua potenza. Ma senza la ribellione l’uomo non scopre il Dio che è in lui e a pochi è dato di attraversare la ribellione senza perdere sé stessi e trovare la Conoscenza.

L’errore, semmai, lo commettono i Golem, che non capiscono, e forse non sono in grado di capire, che il Maestro, per dare alla sua Creatura un’occasione di libertà, deve rendersi impotente. Deve accettare il suo limite. I Golem invece non riescono a trovare il proprio, di limite. Molti nascono Golem. Pochi diventano Uomini.

Mescolare le lettere del Libro significa mescolare il mondo….Per manipolare le lettere del Libro ci vuole molta pietà, e noi non l’abbiamo avuta….E allora noi abbiamo voluto fare quello che non ci era consentito e che non eravamo preparati a fare. Manipolando le parole del Libro abbiamo voluto costruire il Golem”.

Da “Il pendolo di Foucault” di U. Eco

2 Risposte to “La leggenda del Golem”


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